In ascolto del proprio sogno“In ascolto del proprio sogno” non è stato soltanto il titolo dell’incontro di oggi, a Casa Altamann, con Don Fridel, conduttore dalle notevoli capacità umane e professionali, ma un’esperienza viva di presenza condivisa. Quando una partecipante ha trovato il coraggio di consegnare al gruppo il proprio sogno, qualcosa è cambiato nel clima della stanza. Non si è trattato di interpretare o spiegare, ma di sostare insieme dentro un linguaggio più profondo delle parole. Quel racconto onirico ha toccato ciascuno in un punto intimo, non mentale: il luogo del sentire, dove le difese si abbassano e l’ascolto diventa autentico. In quel momento il gruppo non era più composto da singole persone raccolte nello stesso spazio, ma da presenze unite da un sottile filo comune. Il sogno di una è diventato, misteriosamente, quasi il sogno di tutti. Ognuno vi ha riconosciuto una traccia di sé, una domanda dimenticata, un’emozione con o senza nome. Ed è forse questo il dono più raro dell’ascolto vero: accorgersi che l’altro non è separato da noi. Nel silenzio attento che si è creato, ciascuno ha potuto ascoltare e ascoltarsi, come se il cuore umano parlasse una lingua universale che precede ogni spiegazione. Casa Altamann è stata questo: uno spazio in cui il sogno non è stato considerato come evasione dalla realtà, ma come una via delicata di accesso alle profondità più recondite dei suoi significati archetipici. |